di LUCA PRESTAGIOVANNI (Testo preso dal giornale ZONA Roma Nord)

Dalle dichiarazioni che sentiamo ogni giorno dalla televisione, sembra che la crisi che ha colpito il paese stia per finire. Eppure i commercianti di collina Fleming la vedono in maniera completamente diversa. “Il livello delle vendite – ci spiega il vicepresidente dei commercianti del quartiere Fleming, Fabio Galdino – si è praticamente bloccato. Tuttavia possono capitare delle giornate dove la gente viene a fare acquisti”. “La fine della discesa degli acquisti – aggiunge il presidente dei commercianti di Collina Fleming, Pablo Todisco – si è interrotta tra novembre e dicembre.

A gennaio c’è stato un piccolo miglioramento, ma siamo ancora al limite. Molti hanno dovuto chiudere le loro attività perché non c’è proporzione tra il costo degli affitti e della manodopera con i ricavi”. A causa di questa situazione molti negozi storici sono stati costretti a chiudere e i loro locali sostituiti con altre attività commerciali: “Nel locale dove per molti anni – aggiunge Fabio Galdino, vice presidente dei commercianti e responsabile per il no food – c’era un negozio d’abbigliamento, ora c’è un’agenzia immobiliare. Dove prima c’era un centro riparazione computer, ora c’è una frutteria gestita da bengalesi”.

E sul tema del lavoro straniero ci spiegano che il rapporto è complicato: “Manca completamente l’aggregazione. Perché hanno le loro non regole, mentre noi siamo costretti a rispettarle”. “Inoltre – aggiunge Galdino – sembra che gli extracomunitari che lavorano nel nostro paese non paghino le tasse per i primi tre anni. Logicamente a loro conviene”. Oltre alla convivenza, il problema principale è la mancanza di regole e l’abusivismo: “Non sai con chi t’interfacci, perché le persone cambiano in continuazione. Fanno quello che vogliono occupando i marciapiedi e i posti auto e se provi a protestare, ti minacciano, o ti danno del razzista”. “Abbiamo fatto presente, sia al Comune sia al Comando dei Vigili delle tante situazioni che abbiamo di fronte. Purtroppo – ci piega il presidente dei commercianti – i vigili non hanno la forza per arginare questo problema, perché ogni volta che l’abusivo lo vede, questo va via. Poi quando i vigili se ne vanno, ritorna. E il venditore ambulante che ha il furgone in divieto di sosta preferisce farsi dare la multa piuttosto che spostare il mezzo. C’è una totale mancanza di rispetto delle regole. Ma credo che anche le istituzioni abbiano pochi mezzi per arginare questo problema dell’abusivismo.

Inoltre per il Giubileo pare che toglieranno quindici unità per ogni Comando della Polizia Municipale, trovandoci completamente abbandonati. La stessa cosa vale per gli agenti di polizia con cui abbiamo un ottimo rapporto. Questi agenti, non solo hanno pochi mezzi, ma hanno le mani legate per agire. E poi sappiamo che appena arrestano un potenziale ladro, quello dopo poche ore è libero. Quello che notiamo è la totale assenza del Municipio nel nostro quartiere”.“I primi venti giorni del mese – ci racconta Pablo Todisco – lavoriamo per pagare le tasse ma rischi comunque di non arrivare alla fine del mese. Per le utenze l’Acea a Natale ha mandato le bollette degli ultimi tre anni già conguagliati. Io mi sono ritrovato 64mila euro da pagare. La situazione varia secondo la gestione dei negozi. Alcuni negozianti sono riusciti a farsi abbassare l’affitto, altri glieli hanno lasciato costante. Fortunatamente non ci sono stati aumenti, ma l’affitto incide molto. Come se non bastasse bisogna anche affrontare il problema dei furti e gli scippi che si sono registrati negli ultimi tempi, anche in pieno giorno, portando i commercianti e i residenti a prendere un’importante decisione: “L’estate dell’anno scorso – ci racconta Todisco – ci siamo attivati e abbiamo fatto un servizio di vigilanza notturna un po’ particolare”.

“In pratica – spiega Galdino – noi commercianti di collina Fleming ci siamo presi l’impegno, insieme con una cooperativa, di sorvegliare la zona tutti i giorni, da mezzanotte alle cinque di mattina, con un agente fisso armato, informarsi dello stato del loro negozio. In pratica è una ronda legale a pagamento. Lo facciamo per autotutelarci. Questo però non vuole essere una accusa in al- cun modo le forze dell’ordine, che a forza di tagli non hanno mezzi a disposizione per affrontare il problema”. Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza economica di una zona di Roma Nord molto importante e lancia un messaggio severo: “L’importante – dice Fabio Galdino – è che le attività commerciali che cessano la loro attività riaprano, perché se si vanno a chiudere trenta negozi e i locali vanno sfitti, il quartiere rischia di morire”.

 

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